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Appunti
Franco Cardini
- ACCETTO
L’INVITO DI FERRARA,
PER NON STARE AL SUO GIOCO –
Sono
filosemita, quindi filoebreo e filoarabo; sono
filomusulmano; amo lo stato d’Israele, per quanto talvolta
mi capiti di non condividere la politica dei suoi governi;
non concordo con tutte le componenti del mondo sionista ma
ne conosco e ne comprendo le ragioni storiche; infine, in
quanto cattolico, sono anche un po’ giudaizzante. Non saro
alla manifestazione romana indetta da Ferrara, perche mi
trovo a Parigi per ragioni di lavoro: ma ho aderito
all’iniziativa e ne ho esplicitamente scritto al Direttore
de “Il Foglio”. Mi assumo tutte le responsabilita di
questa partecipazione morale.
Sono
peraltro d’accordo per molti versi con Massimo Fini. So
bene che Israele e un pretesto e che la serata romana si
risolvera in una pretestuosa performance in appoggio a
Bush e alla sua rovinosa politica vicino-orientale nonche
a Berlusconi che l’ha sostenuta e se n’e fatto complice
(lo scandalo del Ciagate e appena agli inizi: ne vedremo
delle belle). Mi e ben chiaro che da quella sede uscira
sbandierata e rafforzata l’aberrante tesi degli “stati
canaglia” che serve da puntello al progetto
neoconservatore della “guerra infinita”. Ho capito
perfettamente che il gioco di Ferrara si riduce alla
solita trappola ricattatoria: chi non e con lui e con i
suoi compari, e antisemita. Ma, per fastidioso che sia il
cinico e strumentale atteggiamento di chi usa il
sacrosanto sostegno allo stato d’Israele come alibi per la
politica d’egemonia e d’aggressione dell’attuale governo
statunitense e delle multinazionali di cui esso e comitato
d’affari, sono altresi convinto che esistono delle
priorita morali. Sono un uomo all’antica: costi quel che
costi, le questioni di principio vengono prima della
strategia e della tattica. Anche a rischio di consentir
all’avversario di segnar un punto propagandistico a
proprio favore.
Debbono pertanto esser chiari due punti di partenza.
Primo: il diritto alla vita e alla sicurezza d’Israele e
intangibile; la sua causa e quella di tutti gli uomini
liberi del mondo; interrogati su questo, bisogna
rispondere con chiarezza, senza se e senza ma. Secondo: e
vero d’altronde che Israele ha finora disatteso le
risoluzioni dell’Onu che riguardavano i suoi rapporti con
il popolo palestinese e che la questione a cio sottesa e
gravissima e va risolta secondo giustizia; da cio dipende
in gran parte, oltretutto, la sicurezza d’Israele stessa,
di tutto il Vicino Oriente e del mondo intero dal momento
che il suo permanere irrisolta e una delle principali
fonti dell’infezione terroristica islamista (ho detto “islamista”:
non islamica).
Se ne deduce che il segnale forte e chiaro che il mondo
civile ha il dovere di lanciare al premier iraniano non
dovra affatto coincidere – contrariamente a quel che
vogliono Ferrara e i suoi compari – con un’intimidazione
rivolta al popolo iraniano ne a nessun altro popolo
musulmano, ne servir da alibi per dimenticare il problema
palestinese, ne tanto meno venir utilizzata nella
direzione della politica d’aggressione sostenuta dai
Cheney, dalle Rice e dagli altri superfalchi della Banda
Bush. Peraltro, le dichiarazioni del premier iraniano
oggetto della nostra unanime condanna debbono nondimeno
esser lette nel loro contesto: appartengono a un sia pur
deprecabile armamentario demagogico a uso interno e si
rifanno alla dottrina khomeinista la quale ha sempre
sostenuto che “cancellar Israele” non vuol dire per nulla
cacciare dal perimetro del suo attuale stato gli
israeliani ebrei, bensi eliminare il presupposto sionista
dello stato ebraico e consentire a tutti – ebrei,
cristiani, musulmani – di vivere insieme in uno stato
“laico”. Che poi le intenzioni o le velleita khomeiniste
siano altre, puo darsi: ma e un altro discorso.
D’altronde, chi partecipera alla manifestazione di Ferrara
per ribadire il punto fermo che sta a cuore anche a me ma
senza per questo aver intenzione di appoggiare il
bushismo-berlusconismo-ferrarismo, non dovra dimenticare
che l’Iran e a sua volta un paese posto sotto assedio, che
si cerca di strangolare con l’embargo e al quale si nega
di portar avanti un programma di sviluppo nucleare volto a
usi pacifici che potrebbe senza dubbio venir attuato sotto
il controllo delle Nazioni Unite: e cio laddove viceversa
altre potenze vicino- e mediorientali, da Israele stessa
al Pakistan, di armi nucleari invece dispongono, il che
crea un obiettivo e pericoloso squilibrio. E’ la
contraddizione in termini della non-proliferazione, sulla
quale si dovra prima o poi tornare perche il permesso ad
alcuni di armarsi e ad altri no e obiettivamente un mostro
antigiuridico.
Saremo quindi tutti a Roma con Ferrara e ne tollereremo le
fanfaronate perche ci preme sottolineare con forza un’irrinunziabile
questione di principio, il diritto d’Israele alla vita,
alla sicurezza, alla serenita. Poi, quelli che la pensano
come me continueranno a lavorare affinche tale principio
si affermi attraverso un’autentica pace nella giustizia:
il che non avverra senza un giro di boa di 180 gradi della
politica d’aggressione degli Stati Uniti e dei loro
complici in Iraq, senza uno stop alle prospettive
d’escalation della folle “guerra infinita” pianificata dai
neoconservatori nel Vicino Oriente e senza il contributo
d’Israele stessa attraverso passi sostanziali nel processo
di riconoscimento dei diritti dei palestinesi. E’ una
strada lunga e difficile: ma e l’unica percorribile se non
si vuole che il mondo divenga davvero definitivamente una
polveriera.
Franco Cardini
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