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Appunti

Al dott. Giuliano Ferrara

Firenze, 29.10.2005,

con preghiera di pubblicazione.

 

Caro Direttore,

         Le parole di Mahmud Ahmadinejad  ci hanno indignato tutti. Un “bravo” a te per la manifestazione romana del 3 novembre, alla quale auguro il massimo successo. Non ci saro materialmente: debbo tornare a Parigi per un impegno professionale importante. Ma sul piano morale e delle responsabilita, saro li con te e con tutti voi.

         Ora pero che, sconvolti dalle gravissime dichiarazioni del presidente iraniano, abbiamo risposto com’era naturale “con mente perturbata e commossa”, facciamo insieme qualche riflessione vichianamente “con mente pura”.

         Due premesse e una breve analisi.

         Prima premessa: Israele ha il sacrosanto e intangibile diritto di vivere e di prosperare in pace, e su cio non ci sono se e ma che tengano. Seconda premessa: una delle obiettive condizioni per vivere in pace e d’altronde, da parte sua, il rispetto delle risoluzioni ONU che riguardano il popolo palestinese e l’adempimento degli impegni  assunti al riguardo; altrimenti non vi sara mai vera pace, perche non c’e pace senza giustizia.

         Dopo le due generali e necessarie premesse, consentimi di passare all’analisi specifica: che cosa intende davvero Ahmadinejad al di la di propaganda e demagogia (e pur con tutte le gravissime responsabilita che si e assunto con quanto ha detto).

         Il presidente iraniano si rifa esplicitamente al pensiero dell’imam Khomeini. Il quale, dichiarando che “Israele dev’esser cancellata dalle mappe del mondo” (una frase che ci indigna e ci offende tutti), ha tuttavia sempre voluto intendere non che gli ebrei israeliani - perche ci sono anche israeliani musulmani e cristiani: non dimentichiamolo – vadano eliminati e nemmeno che  debba esser loro vietato di vivere e di organizzarsi statualmente, bensi che israeliani e palestinesi debbano organizzarsi in uno stato solo e vivere insieme, e che quello stato non deve esser caratterizzato da un connotato di egemonia etno-confessionale. Un’affermazione politicamente discutibile, storicamente ormai improponibile, ma che non ha carattere ne antisemita ne antigiudaico: bensi radicalmente antisionista. Ed e qui che tu ed io non siamo d’accordo: antisionismo e antisemitismo possono ben essere entrambi condannabili (il primo sul piano storico-politico, il secondo su un piano assoluto), ma  non sono per nulla la stessa cosa. Che poi gli antisemiti si travestano da antisionisti per camuffarsi, puo essere vero: ma e un altro discorso.

         D’altronde, ne l’Iran Ne alcun paese musulmano ha oggi la forza obiettiva, anche ammesso che ne abbia  la voglia, per batter Israele con le armi convenzionali. Potrebbe farlo solo per mezzo di un’offensiva nucleare. Ma l’Iran non ha (ancora) l’atomica: e nessuno e riuscito a provare che stia davvero lavorando a un programma nucleare per usi bellici, per quanto ovviamente non lo si possa escludere. Ma, anche se avesse un qualche aggeggio nucleare e la possibilita di usarlo,  potrebbe mai un paese musulmano assumersi la terribile responsabilita di cancellare uno dei piu venerabili Luoghi Santi dello stesso Islam nel mondo, Gerusalemme e il santuario della cupola della Roccia? Ed eliminare, insieme con gli israeliani ebrei, anche quelli musulmani e cristiani e gli stessi palestinesi? E tutto cio a parte la considerazione, davvero non trascurabile, che Israele viceversa l’arma nucleare ce l’ha. Gli iraniani sanno bene che, se minacciato o comunque costretto, non esiterebbe a usarla: ne la prospettiva di distruggere il venerabile santuario di Esther ad Hamadan  basterebbe a fermarlo.

         Ti scrivo queste cose perche ritengo sia giusto far pervenire ad Ahmadinejad e al popolo iraniano un fermo e severo segnale da parte di tutto il mondo civile. Le parole sono pietre, anche quando sono soltanto spacconate propagandistiche: e l’Iran non deve creare le condizioni irreversibili per una sua emarginazione dalla comunita internazionale. Ma non si deve andar oltre: o meglio, non voglio andarci io perche non sono disposto a impegnar il mio senso morale per fare il gioco dei neocons e dei teocons fautori della “crociata infinita” il cui prossimo obiettivo, Siria a parte, potrebbe/dovrebbe essere appunto l’Iran. Per questo, aderendo alla tua iniziativa del 3 novembre, ribadisco la natura,  il senso e il limite della mia adesione. Ma alle strumentalizzazioni non ci sto. Ti conosco, mascherona: sono con te (limitatamente a quell’obiettivo), ma ne dei tuoi, ne con i tuoi.

         Un saluto affettuoso.

 

 

                                                                                                Franco Cardini