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Appunti

- A SUD (E A EST?) DEL MEDITERRANEO -

E’ presto per capire che cosa sta succedendo nel mondo arabo, a sud del mediterraneo e non solo; è presto per rendersi conto se e in che misura quel che sta accadendo nei paesi arabi d’Africa (ma anche in Siria) cederà il passo a nuove forme di “normalizzazione”, e di che segno esse saranno, o dilagherà nella direzione di altri paesi musulmani; oppure in quella di altri paesi africani. L’alternativa non è priva né d’importanza, né d’interesse. Perché nel primo caso ciò significherebbe forse che l’elemento religioso ha comunque un ruolo primario nel vento di cambiamento che sta soffiando dal Marocco alla Siria, sia pur con un’intensità diversa e non necessariamente nelle medesima direzioni. Nel secondo, invece, dimostrerebbe come una volta di più i nostri media, sistematicamente trascurando di collegare le questioni del continente africano con quelle del mondo arabo-musulmano salvo quando erano obbligati a farlo dalla drammatica evidenza (come in Sudan o in Somalia), ci abbiano disinformato e in ultima analisi – una volta di più – ingannato. In questo momento, la Costa d’Avorio - 21 milioni di abitanti distinti in parti quasi uguali tra cristiani, musulmani e aderenti a “culti etnici”; e paese indipendente da mezzo secolo dalla Francia, ma ufficialmente francofono e collegato all’antica dominatrice - rischia un’ ennesima violentissima crisi politica, forse più forte delle precedenti, nonostante la presenza dal 2004 di un contingente di pace ONU di oltre 6000 militari. In Costa d’Avorio ci sono petrolio, gas naturale diamanti, manganese, cobalto; il PIL pro capite è di 1700 dollari (tanto per intenderci: da noi è di 29.900). Quel paese è una delle nostre pattumiere: nel 2006 una nube tossica investì la sua principale città, Abidjan, intossicando oltre 30.000 dei suoi 4 milioni di abitanti (la compagnia petrolifera responsabile dello scarico di scorie tossiche all’origine dell’incidente è stata condannata a un risarcimento di quasi 50 milioni di dollari, che sarebbe interessante sapere se e quando siano stati pagati e dove siano andati a finire. Non sarebbe questo, per dirne una, un argomento per una puntata di Porta a Porta osiamo dire più avvincente del confronto tra Alessandra Mussolini ed Emanuele Filiberto di Savoia o delle vicende sentimentali dal “triangolo” Bocchino-Carfagna-Mezzaroma?

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Franco Cardini, 3/4/2011