www.francocardini.net


Appunti

Caro Direttore,
nella rubrica “Opinioni” di qualche giorno fa, a proposito dei fatti dell’11.9.2001, Pierluigi Battista ci indica quali corresponsabili della propagazione di alcune “colossali sciocchezze”, smentite dal n.XI.37/38 del “Diario” diretto da Enrico Deaglio, ”che ha portato in Italia il lavoro certosino di trenta giornalisti del Popular Mechanics” . In realtà il Deaglio ha riciclato e riassunto con un anno e mezzo di ritardo l’inchiesta Debunking 9.11 lies (rivista Popular Mechanics, marzo 2005) redatta, utilizzando testimoni “compiacenti”, da Benjamin Chertoff, venticinquenne nipote di quel Michael Chertoff, da Bush ha nominato a capo del Dipartimento “Homeland Security”dopo essere stato assistant attorney a New York (e in tale veste è stato anche sospettato di aver occultato alcune prove che sarebbero state utili all’inchiesta). La parentela è stata confermata dal giornalista Christopher Bollyn su American Free Press del 7 marzo 2005 (al quale il Chertoff, mentendo, aveva cercato di negarla). Una volta smascherato l’imbroglio, negli States il dossier del Chertoff è rapidamente ridicolizzato e scomparso dalla circolazione: ma, come accade sovente, lo si è riciclato mesi dopo sotto altra forma. Intanto, però, i contenuti di quell’ “inchiesta” erano stati ampiamente contestati e appaiono oggi destituiti di plausibile fondamento. Ciò, e molto di ben più grave, è ampiamente documentato in molte ricerche pubblicate sia a stampa, sia on line. Ci limitiamo a citare almeno tre fra le pubblicazioni più serie e attendibili: Jürgen Elsässer, Comment le Jihad est arrivé en Europe, Vevey, Xenia, 2006; Webster Tarpley, 9/11. Synthetic terror made in USA, Joshua Tree, California, Progressive Press 2006;Darrie Zwicker, Towers of deception. The media cover-up of 9/11, New Society Publishers (Canada), 2006.
Cordiali saluti.


Giulietto Chiesa e Franco Cardini


Dalla nostra carovana circense, 15.10.2006.