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Appunti

LETTERA APERTA A TUTTI QUELLI  CHE VORRANNO LEGGERLA

     Cari Amici,
anzitutto, una buona notizia. A sessantacinque anni sonati da parecchi mesi, ho conservato intatta l’ingenua capacita d’indignarmi. Mi succede di rado, ma mi succede.
Credo che, al di la delle legittime e sacrosante simpatie o idiosincrasie politiche, certe indecorose faccende vadano denunziate con il piu energico impegno.
    Amici impegnati nella Chiesa fiorentina mi hanno fatto pervenire un indecoroso opuscolo di Forza Italia dal titolo I frutti e l’albero. Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa. A quanto pare, esso e pervenuto a parrocchie, comunita religiose, e gruppi e movimenti cattolici.
    Forza Italia ha tutti i diritti di presentarsi come partito membro del Partito Popolare Europea, che raccoglie molti consensi tra i cattolici in Europa. E’ stato comunque strano tale connubio, dal momento che nel partito di Silvio Berlusconi esiste una forte area laicista: per quanto negli ultimi mesi – a parte le clamorose “conversioni” (!), se non proprio al cristianesimo, quanto meno al “cristianismo” – essa abbia piuttosto teso a mimetizzarsi, credo per considerazioni strumentali. Ma, in fondo, politique d’abord.
    Tuttavia, a parte il tono mellifluo della prosa e dello stile impiegati (ma che idea hanno, certi politici, della Chiesa cattolica), quel che stupisce e indigna e che un partito politico si arroghi la pretesa di presentarsi come garante della dottrina sociale della Chiesa, specie dopo le limpide indicazioni dell’Enciclica Deus Caritas est che distingue con molta precisione i piani e i ruoli rispettivi della Chiesa e della politica.
    Inoltre, a un partito che si dice apertamente liberale (e non ci risulta, nonostante gli sforzi compiuti da molti fra politici e giornalisti, anche autodefinentisi cattolici, che liberalismo e dottrina sociale della Chiesa siano troppo conciliabili fra loro), l’abito del paladino della Chiesa poco si addice. Non basta al riguardo ricordare i meriti a proposito del divorzio, dell’aborto e di una politica “in difesa della famiglia” su cui molto in verita vi sarebbe da eccepire. Non sono state coerenti con il magistero della Chiesa ne con l’etica cattolica le leggi ad personam, i mancati anzi negati provvedimenti in favore dei carcerati (ardentemente ed esplicitamente chiesti da papa Giovanni Paolo II), il mancato sostegno alla cooperazione internazionale (siamo il fanalino di coda tra i paesi donatori OCSE), la riduzione del Fondo per lo Sminamento Umanitario, il tentativo di modificare la legge 185 e d’impedire il controllo parlamentare del commercio delle armi, la cancellazione del debito dei paesi poveri per soli 2,5 miliardi di euro al posto dei 6 previsti dalla legge 209/2000, soprattutto la collaborazione alle campagne militari in Afghanistan e in Iraq avviate entrambe sia in spirito di servile ossequio all’alleato-padrone statunitense, sia per trarne vantaggi a favore non del popolo italiano, bensi di alcune imprese impegnate in poco edificanti forme di business. A cio si aggiunga la politica economica di un governo che ruba ai poveri per dare ai ricchi, che tiene basse le tasse dei ceti privilegiati, che non combatte se non in modo irrisorio l’evasione fiscale, che s’impegna in “grandi opere” destinate ad arricchire alcune imprese private mentre interi settori della vita produttiva e dell’organizzazione infrastrutturale italiana vanno a pezzi (si pensi alla rete ferroviaria).
    Nell’operato del governo Berlusconi, a parte qualche apprezzabile eccezione – che pero, in ultima analisi, ha finito con far troppo poco per distinguersi dalle pesanti responsabilita del leader – di cristiano non c’e stato un bel niente; e ancor meno di cattolico.
L’arroganza e l’ipocrisia del documento destinato a condizionare i voti cattolici debbono pertanto essere denunziate e respinte con ferma indignazione.

Firenze, 12.3.2006

 

     Franco Cardini