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Appunti
Oriente e Occidente 12.3.2006.
- LE RADICI INTRECCIATE -
Sta facendo discutere la reazione degli ambienti vaticani
alla proposta della Consulta islamica sul Corano nelle
scuole. Non nascondiamoci che nemmeno tutti i vescovi sono
d’accordo. E poi molti sono i problemi: il reperimento
della copertura economica e del personale docente adatto,
la questione del tempo di docenza (a scuola le materie di
studio sono gia parecchie) e cosi via. Tuttavia, il parere
del cardinal Martino appare di onesta e di semplicita
cristalline: se in una scuola c’e un certo numero di
bambini musulmani, perche no?
E le nostre radici, la nostra identita?, chiedono in
molti. Ebbene: una cosa dev’esser chiara. Se la nostra
identita “cristiana” e “occidentale” non e abbastanza
salda, la colpa e solo nostra. Da oltre due secoli
individualismo, cosmopolitismo e laicismo - la triade
occidentale e moderna per eccellenza - hanno collaborato
appunto a tagliare le nostre radici tradizionali e
comunitarie: e hanno ritenuto bene il farlo, nel nome
dell’espansione della liberta individuale, del profitto,
del progresso. Non e questa la sede per giudicare tale
scelta: ma essa e stata fatta e, se cio e avvenuto, la
responsabilita e stata solo nostra e di nessun altro.
Tutto questo puo averci recato molti vantaggi: tuttavia ci
ha resi culturalmente e moralmente “deboli” dinanzi a chi
sembra esser portatore, a sua volta, di una sua identita
piu “forte”: ma il parlar oggi, ad esempio, di un Islam
che minaccerebbe le nostre tradizioni e la nostra
identita, non ha senso. La responsabilita delle nostre
debolezze e solo nostra: il superarle, dipendera solo da
noi; ed esse andranno superate dall’interno, recuperando
noi stessi nella consapevolezza della dinamicita delle
tradizioni, che non sono qualcosa di statico e di
congelato ma che vivono nella storia. Recuperar noi stessi
combattendo le tradizioni degli altri e una miserabile
illusione.
E, peraltro, le tradizioni non sono mai isolate; le
radici, nel profondo del terreno, s’intrecciano tra loro.
Il Corano, nelle nostre scuole, non farebbe male nemmeno
ai non musulmani: in fondo dal medioevo in poi, per lungo
tempo, l’Islam e stato considerato un’eresia cristiana. Et
pour cause. Senza Bibbia e senza Vangelo, il Corano non si
puo intendere. Il Corano spiegato in scuole dalle quali
nella pratica, malinconiche ore “di religione” a parte,
Bibbia e Vangelo sono stati da tempo eliminati, non
sarebbe soltanto una rivelazione: sarebbe un modo, magari
indiretto, di tornare alle nostre origini profonde.
Del resto, le tradizioni “pure” non esistono: tutti
abbiamo antenati lontani. Il cristianesimo non e soltanto
figlio dell’ebraismo: le Scritture apocrife e i Padri
della Chiesa son li a ricordarci quanto dobbiamo non solo
alla filosofia greca ma anche alla cultura gnostica,
all’antico Egitto (da cui deriva in gran parte quella
cristiana copta), alla Persia che ci ha consegnato la
tradizione manichea ch’e stata l’affascinante e pericoloso
lievito della primitiva Cristianita, perfino all’India
buddhista dalla quale ci sono provenuti forse i primi
modelli monastici. Ed e all’Islam che dobbiamo in larga
misura il decollo della scienza moderna (dall’astronomia
alla chimica alla medicina) ch’esso ci ha “passato” tra
XII e XIII secolo attingendola alla Grecia, alla Persia,
all’India; e l’Islam che ci ha reinsegnato la dialettica,
grazie al commento aristotelico di Averroe. In tempi di
globalizzazione, dobbiamo recuperare la consapevolezza di
questa complessita, di quanto veniamo da lontano, di
quanto sono intrecciate le nostre radici, per comprendere
tutto quel che ci unisce agli “altri”, tutto quel che
dobbiamo loro. Patrimonio comune e complementarita delle
culture: altro che “superiorita dell’Occidente”! Neocons e
teocons americani e nostrani dovrebbero tornar a scuola
perfino dal tradizionalismo di Rene Guenon e di Julius
Evola, che erano profondamente coscienti della philosophia
perennis come patrimonio comune dell’umanita e del suo
rifrangersi in mille voci diverse ma complementari fra
loro: mille voci nessuna delle quali deve spengersi,
perche quando una sola di esse va perduta siamo tutti a
soffrirne.
Last, but not least. Il Corano e uno splendido testo
poetico, uno dei piu bei libri mai scritti. Il non
conoscerlo e come non aver mai letto l’Odissea, o
Shakespeare, o Cervantes, o il Faust: una vergogna e una
miseria. Magari, insieme col Corano, i nostri ragazzi
potessero leggere anche l’Avesta, il Rigveda, il “Canone”
buddhista. Dell’ampliamento delle nostre conoscenze non
bisogna aver paura. Il pericolo nasce solo dall’ignoranza.
Sempre.
Franco Cardini
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